Dentro la Storia


 Langoris, Nangoris, Angoris 

 

Idealmente la storia della Tenuta di Angoris inizia tra il 7 febbraio 1644 e l’8 giugno 1647, quando Ferdinando III, imperatore del Sacro Romano Impero, dona 300 campi novali nel territorio di Cormons a Locatello Locatelli, barone di Eulenburg e Schönfeld. Siamo storicamente al periodo della Guerra dei Trent’anni, conclusasi nel 1648 con la pace di Westfalia. Si può dedurre che la donazione di Ferdinando III riguardava terreni siti in località Langoris e sul monte Quarin, terreni tuttora facenti parte della Tenuta. Angoris è un toponimo comune in Friuli e deriva dal basso latino “longória”, ossia campo lungo, lista di terreno, o anche Langoris o Nangoris.  

Non si conosce la data di inizio dell’edificazione della villa. Nella visita Pastorale dell’Arcivescovo Attems, il 9 aprile 1753, riscontriamo che vi era annessa una chiesa extra oppidum (fuori dalla città), dedicata a tutti i santi officiati contro le tempeste e le avversità. Forse in eredità di ciò, fino a pochi anni fa, da Angoris partiva il segnale di inizio e di fine dello sparo dei razzi antigrandine all’avvicinarsi di nubi grandinigene. 
Nel Sommarione delle mappe catastali, anno 1811, Dipartimento di Passariano, troviamo quale proprietario della Villa Giorgio Locatelli, ed i fabbricati sono descritti quali “casa e corte di villeggiatura”.

Il 6 dicembre 1916, nel culmine del periodo di occupazione militare italiana nel corso della prima guerra mondiale, viene annotato il sequestro delle realtà del Barone Giorgio Locatelli, sequestro che ebbe fine il 7 giugno 1919 con la restituzione dei beni. Prima, però, la villa ed terreni retrostanti furono requisiti sin dai primi giorni di guerra e messi a disposizione dell’Esercito Italiano, che adibì la Villa ad ospedale militare. Il terreno retrostante la villa, e che si estende fino all’attuale cavalcavia, fu adibito a cimitero. Vi trovarono sepoltura quasi 1.500 militari italiani (ma anche alcuni austriaci), soprattutto deceduti nell’ospedale stesso.

Ai tempi della Baronessa Elena la villa fu ampliata; questo avvenimento ci introduce l’importanza degli eventi mondani che caratterizzavano la tenuta, come le battute di caccia, organizzate dal Barone Pirro nella riserva di Angoris. Un altro avvenimento mondano, che molti non più giovani ricorderanno, avvenne quando il conte Miani ospitò nella Villa di Angoris tutto il cast del film “Addio alle armi”, la seconda versione prodotta dagli studi di Hollywood nel 1957, in occasione di alcuni esterni girati a Venzone. Nella Villa soggiornarono per diversi giorni il regista Charles Vidor e gli attori Rock Hudson, Jennifer Jones, Kurt Koszanar, ma anche attori italiani quali Vittorio De Sica ed Alberto Sordi. 

Più recentemente, il regista Roberto Dordit ha scelto Villa Locatelli come scenografia di alcune sequenze del suo lungometraggio girato in regione nel 2003 “Apnea” che ha visto l’interpretazione degli attori Claudio Santamaria, Fabrizia Sacchi, Michela Noonan e Diego Ribon. 

Nel settembre 2010, anche la regista Liliana Cavani ha registrato in Villa buona parte del suo film “Troppo amore” (andato in onda nel mese di marzo 2012) con gli attori Antonia Liskova, Massimo Poggio e Carla Cassola.

Non si può chiudere questa breve conversazione sulla Tenuta di Angoris senza ricordare anche l’importanza che la stessa ha avuto nel contesto economico agricolo cormonese; numerosi erano i vini prodotti ed imbottigliati già durante il periodo austroungarico e dei quali ci sono rimaste le etichette di Picolit, Ribolla, Verduzzo, Riesling, Refosco e Tokayer, a testimonianza della loro diffusione nelle terre dell’Impero. Cormons allora, grazie alla costruzione della Ferrovia Meridionale, era un importante centro non solo di produzione, ma di commercializzazione di frutta e vini. Negli anni cinquanta il conte Miani fu tra i primi imbottigliatori di Cormons.

Si ricorda inoltre l’allevamento di cavalli purosangue (di cui il conte era un gran appassionato), gli impianti dei pescheti che in primavera rendevano la campagna di Angoris ai lati della strada per Mariano un immenso tappeto rosa. Erano varietà precoci, richieste dai mercati ed alla cui raccolta si sono dedicate generazioni di giovani e studenti, mentre alla cernita provvedevano gli occhi attenti di tante ragazze e donne cormonesi.
Chiudiamo con un ricordo, legato all’infanzia di molti: il piccolo giardino zoologico annesso alla Villa ospitò per diversi anni un leone: si chiamava Adolfo, era vecchio e, seppur limitato in angusti spazi delimitati da artistiche sbarre, stava lì, immobile, con la sua maestosa criniera, quasi a voler testimoniare l’importanza e la regalità della Tenuta di Langoris.

Cenni storici tratti dalla ricerca di Giovanni Battista Panzera

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